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Pleasantville

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“Pleasantville”
analisi del film di Saverio Santoni (Classe IV C Liceo Classico V. Emanuele II Jesi - AN a.s.2004/2005)

"Pleasantville" è il titolo del film che è stato visionato nell'ambito del Progetto Cinema, sul quale poi le tre classi Quarte del Ginnasio hanno tenuto un dibattito con il dott. Stefano Gambelli.

Pleasantville è il debutto registico di Gary Ross, è uno dei tanti film provenienti dalla mastodontica produzione hollywoodiana ed è datato 1998.
Potrebbe essere classificato come commedia, ma presentando un tradizionale "squarcio di vita" in epoca recente, il film assume non pochi elementi fantastici ed immaginifici, senza ovviamente escludere qualche tocco drammatico nei momenti in cui la vicenda lo richiede.
Le linee principali della trama sono queste: David Wagner, un timido sedicenne statunitense, si prepara a partecipare alla "Maratona di Pleasantville", sua serie televisiva preferita. Sua sorella Jennifer, un'ardita diciottenne, vorrebbe vedere alla televisione, allo stesso momento, il concerto trasmesso su Mtv. Entrambi si disputano il telecomando che cade frantumato in mille pezzi. Un un tecnico di passaggio, per caso fortuito, sostituisce il rottame con un telecomando che consente loro di "entrare" nella serie. I fratelli non esitano: nel giro di poche settimane, essi rivoluzionano i gusti e la mentalità dei personaggi della serie, abituati a sempiterne consuetudini. Tutta la serie, dapprima trasmessa in bianco e nero, si tramuta man mano a colori a partire da ogni cosa di insolito, innovativo, o oltraggioso. Infine solo David, il fratello, fa ritorno alla dimensione reale ritrovandosi cambiato, più coraggioso e maturo.
Tutta la vicenda si svolge in ordine cronologico, ma quando David ritorna alla realtà si ritrova nello stesso momento in cui era entrato nella serie.
La narrazione ha luogo in una qualsiasi città degli Stati Uniti, precisamente nella scuola e nell'abitazione di David e Jennifer, in epoca molto recente.
La serie, invece, è ambientata negli anni '50 in una città immaginaria in cui tutto è perfetto, facile, spensierato, ma anche abituale, monotono, noioso.
La trama ruota intorno a David Wagner, un adolescente di sedici anni: timido, impacciato, poco coraggioso, David non ha l'indole di far fronte ad ostacoli ,soprattutto morali, e preferisce aggirarli; tuttavia conosce la serie di
Pleasantville come il palmo della sua mano.
È accompagnato da Jennifer, sua sorella, una ragazza di diciotto anni di temperamento impulsivo, determinato ed estroverso; non si fa problemi per invitare il ragazzo che adora ,ma non conosce, a casa sua.
All'interno della serie si contrappongono a loro tutti i cittadini di Pleasantville, ipocriti, maniaci della routine, sostenitori di un mondo asettico, piacevole solo all'apparenza, quasi infantile.
<<Cosa fanno i ragazzi al Parco degl'Innamorati? Si tengono per mano?>> chiede Betty a Mary Sue/Jennifer; una domanda che è la chiave della concezione del mondo a Pleasantville.
Nella serie, David impersona Bud Parker, un adolescente qualsiasi in cerca di lavoro; Jennifer si cala invece nel ruolo di Mary Sue, una ragazza ugualmente qualsiasi.
In poco tempo, però, i due abbandonano i loro caratteri stereotipati per divenire innovatori della società che figura nella serie.
Il film non rende esplicitamente lo scopo per il quale è stato girato, ma vuole invitare di sicuro a far riflettere sulla veridicità di quel che la televisione trasmette, esecrando l'immaginario "mondo alla perfezione" e disprezzando la razionalizzazione dei sentimenti.
Il regista vuole così acuire il senso critico verso i programmi televisivi, e lo fa introducendo il film con una pubblicità che propaganda ironicamente la serie di
Pleasantville presentando un piatto traboccante di ciambelle unte e imburrate come "una sana e genuina alimentazione" e dimostrando il "sesso sicuro" con l'immagine di due letti singoli a tre metri di distanza.
Il regista mostra inoltre come in televisione la finzione debba avere il sopravvento, mostrando, ad esempio, come i cittadini di Pleasantville distruggano il bar "a colori" del signor Johnson. …perché "a colori"? Questo è un effetto cinematografico di cui il regista fa largo uso. Infatti nella serie, rigorosamente in bianco e nero, compaiono a colori tutti quei personaggi che hanno fatto qualcosa di insolito o provato sensazioni inusuali, così come tutto ciò che rappresenta la novità o l'oltraggio.
Tutti i libri esistenti, i quali possedevano pagine interamente bianche, alla narrazione da parte di Bud/David, si riempiono magicamente di parole. Al termine del film, tutta la serie si ritrova a colori, poiché tutta la città si è rinnovata.
Il linguaggio del film, inclusi effetti speciali, è di facile ed immediata comprensione. Il ritmo dei dialoghi è spedito e naturale, i personaggi hanno una parlantina quasi mai formale. Anche il ritmo della narrazione è veloce, le poche pause descrittive, senza dialogo, hanno effetti molti drammatici.
Le inquadrature ravvicinate mettono ben in evidenza gli stati d'animo dei personaggi, nel film essi vengono ripresi di frequente in primo piano.
Gli attori (T. Maguire, R Whitespoon, W. Macy, J. Allen) hanno una notevole presenza scenica e si adattano in modo eccellente ai personaggi in cui si calano, il loro comportamento rispecchia i dubbi, i problemi ed i sentimenti degli adolescenti.
L'introduzione del film, una pubblicità di programmi, risulta una ironica critica al "mito americano" ed agli ideali di una società ordinata e perfetta, ma monotona, ostinata ed ipocrita.
Il film possiede varie assonanze di soggetto con la pellicola
Il buio oltre la siepe per i rimandi tematici al razzismo, riconoscibili nella scena del tribunale (nella quale il pubblico a colori è nettamente separato da quello in bianco e nero) ed in quella del falò dei libri proibiti. È anche questo un appello, se pur implicito, lanciato dal regista: il disprezzo di ciò che non corrisponde alle proprie abitudini, affiancato alla difficoltà di giudicare l'altro con senso critico, è una mancanza di cui spesso la nostra società è colpevole. A confermare tutto ciò sono le ultime scene del film, nelle quali i cittadini di Pleasantville si accorgono di esser stati positivamente rinnovati e Bud si accorge di essere più maturo, consapevole e coraggioso tanto da essere in grado di tornare alla sua vera vita e dimostrare affetto alla sua vera madre. L'apertura a chi può sembrare sospetto o sconosciuto non può altro che portare vantaggi o far maturare esperienze significative.

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"Aggiornato il 07 ott 2013"

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