ReteCinema

Cerca

Vai ai contenuti

Menu principale:


Metropolis...

CINEDIDATTICA > Prodotti > Articoli

Metropolis
a cura della prof.ssa Vera Valletta (Liceo Classico "V. Emanuele II" di Jesi - AN)

Nell'ambito della rassegna Cinema -Scuola la classe IIC del Liceo Classico "V. Emanuele II" di Jesi ha partecipato agli incontri e ai laboratori di analisi e decodifica del linguaggio cinematografico fin dalla quarta ginnasio, in quanto inserita nel "Piano Regionale per la didattica del linguaggio cinematografico e audiovisivo" nella scuola. I laboratori e gli incontri sono stati guidati dalla Prof.ssa A. Gregorini (IRRE - Marche) e da S. Gambelli (Centro di didattica cinematografica di Ancona), nonché da docenti dell'Università di Urbino: essi hanno fornito continui stimoli e strumenti di lavoro a docenti e alunni proponendo nell'anno scolastico 2006-2007 la produzione di Fritz Lang, di cui i ragazzi hanno visionato " M" il mostro di Dusseldorf e Metropolis. Si propone di seguito l'analisi di alcuni aspetti del film Metropolis prodotta dagli studenti per gruppi di studio e su quelle tematiche che più li hanno interessati. (Prof.Vera Valletta)

Il personaggio di Maria: Il doppio e il ruolo della donna

Metropolis è considerato uno dei film più interessanti del regista tedesco Fritz Lang. Girato nel 1927, rappresenta un ipotetico mondo del ventunesimo secolo, dove la società è nettamente divisa in due: la classe dirigente, che abita nella parte superiore della città, e la classe operaia, costretta nel sottosuolo a lavorare in modo disumano per mantenere Metropolis. Quando Fredersen, il padrone della città, si accorge per mezzo del figlio Freder, che l'ordine sociale potrebbe essere sovvertito da Maria, ricorre a qualunque mezzo pur di impedirlo.
Recatosi nella casa di un suo amico inventore, Rotwang, gli ordina di creare un automa con le sembianze della donna, per poter manovrare il movimento operaio. Rotwang tuttavia comanda a questa nuova Maria di incitare gli operai alla rivolta per via di un antico risentimento verso Fredersen.
Perciò all'interno della vicenda, un ruolo chiave è sicuramente rivestito proprio dal personaggio di Maria (interpretata da Brigitte Helm), la quale riporta su di sé evidenti influenze delle esperienze letterarie precedenti. Infatti due sono i principali modelli di riferimento femminili a cui Lang si ispira: la donna-angelo e la donna-diavolo.
La prima è una figura caratterizzata da spiritualità, gentilezza e amabilità, ed è stato il soggetto prediletto dei poeti stilnovisti.
Coerentemente con questa visione, Lang ha voluto che la sua Maria fosse il mezzo grazie al quale Freder riuscisse ad aprire gli occhi sulla realtà che lo circondava; Maria diventa così il suo punto di contatto con il mondo, nonché l'elemento che dà il via a tutti gli avvenimenti successivi. Nell'ambito della società sotterranea, Maria rappresenta l'ultima speranza per la classe operaia di migliorare la propria condizione di vita: infatti tiene in gran segreto delle riunioni all' interno delle catacombe, durante le quali profetizza l'arrivo di un "mediatore" che potrà porre rimedio al disequilibrio tra classi sociali. Dunque il suo è un messaggio di pace e amore, che si riflette anche nell'ambientazione scenografica; infatti nei momenti della predicazione la sua figura è avvolta da un'atmosfera luminosa che inonda tutto l'ambiente circostante.
Invece l'automa rappresenta il lato oscuro della figura femminile, cioè la donna-diavolo. Infatti in contrapposizione alla Maria buona, quella cattiva cerca di esortare alla rivolta gli operai, che così danno libero sfogo al loro lato più violento e irrazionale. Tuttavia essi, quando si rendono conto dell'errore, non esitano a legarla ad un palo e a farla bruciare su di esso come una strega. Caratteristica del robot è quella di essere il simbolo della perdizione, tant'è che la sua prima comparsa avviene in uno spogliarello nel quartiere dei divertimenti di Yoshiwara, durante il quale il pubblico in preda alla lussuria, si scatena in follie senza freno. La donna quindi riveste ora il ruolo di seduttrice e rappresenta l' elemento di trasgressione. Ciò può essere intuito dal particolare dallo sguardo: nella vera Maria, infatti, quest'ultimo è dolce, rassicurante e benevolo. Quello dell' androide invece è ammiccante e pesantemente truccato. Attraverso lo sguardo, la donna diventa simbolo della sensualità, dell'erotismo e della passione che travolge. In definitiva la donna riveste un duplice ruolo: da una parte troviamo la Maria pura, casta, che cerca di alleviare le sofferenze e i dolori degli operai attraverso la predicazione, diventando la portatrice di ideali quali amore e perdono, dall'altra invece possiamo trovare l'androide che è simbolo della trasgressione e della sensualità, intenzionata a portare gli operai alla rivolta e quindi riveste un ruolo decisamente negativo.
(N.Arena, I. Pistelli, A.Valenti, F. Rotoloni, I.Dicuonzo, M. Saraceni)

L'aspetto religioso

In Metropolis si possono individuare vari richiami al mondo della religione sia a livelli di contenuto che a livelli di significato. È presente anzitutto un sincretismo di fondo tra idee politiche ed elementi eterogenei provenienti dalla tradizione cristiana, dal paganesimo e dalla superstizione, come la grande macchina che si trasforma in Moloch, la divinità fenicia che divorava gli uomini offertigli in sacrificio, o il mito della torre di Babele, narrato da Maria agli operai nel sottosuolo, con cui si vuole spiegare l'esigenza - più sociale che spirituale - di un mediatore tra la classe dirigente e la classe lavoratrice. Questo sincretismo è uno dei tanti aspetti del cinema espressionista, ma soprattutto una peculiarità della sceneggiatura, a tratti drammatica e a tratti romanzesca, di Thea von Harbou.
Inoltre vi è una fitta rete di corrispondenze significative, come le riunioni a scopo religioso nelle catacombe (che ricordano le assemblee paleocristiane di fedeli), la figura del cuore come mediatore, personificata in Freder (ed assimilabile alla figura del Messia ebraico o di Gesù Cristo), o il personaggio di Maria, simbolo della purezza dell'anima e del corpo (collegabile alla Madonna). Forte è la contrapposizione tra l'immagine del futuro, del progresso e della tecnologia prettamente basati sul calcolo e sulla razionalità, con le immagini del rogo della falsa Maria e della cattedrale gotica che rimandano ad un medioevo fatto quasi interamente di credenze e superstizioni. In più il regista ci propone un'immagine del cristianesimo strettamente legata al maligno, alla morte e ai 7 peccati capitali personificati, che sono posti in forte contrasto con la società di Metropolis altamente tecnologizzata, quasi per giustificarne lo sviluppo. Nonostante ciò, il messaggio che il regista desidera comunicarci è che una società, benché fortemente permeata dal progresso, non è in grado di mantenere la concordia tra le varie classi senza dei valori spirituali. Da questo messaggio si evince il ruolo fondamentale che la religione e la spiritualità svolgono nell'ambito di una società civile e il forte rischio di strumentalizzazione di tale ruolo.
(S. Santoni, F. Pirani, S. Belogi)

La massa

Il tema della massa assume un'importante caratterizzazione ai fini dell'Espressionismo di Fritz Lang.
Una delle prime scene mostra il popolo operaio mentre si accinge ad iniziare la giornata di lavoro: è una massa ordinata, che cammina con lo stesso passo e a testa bassa, come se fosse una schiera di robots, che viene contrapposta alla vivacità delle macchine. Troviamo quindi il paradosso delle meccanicità robotica dell'uomo in opposizione al movimento rapido, quasi umano, delle macchine.
Con l'arrivo di Maria-androide, che porta alla ribellione gli operai, notiamo il capovolgimento della situazione: la massa non è più ordinata ma si muove in modo scomposto e sparso, si passa da una società umana che vive in funzione delle macchine ad una realtà in cui l'uomo si ribella alla schiavitù in cui è ridotto a causa dell'industrializzazione in quanto le persone ritrovano la vita togliendola alle macchine.
La ribellione degli operai è aizzata dalle parole di Maria, figura dapprima religiosa, vista come una Madonna e quindi adorata dalla massa, in seguito, diabolica (Maria-androide).
Si nota in questo senso con quale facilità la folla si faccia influenzare, prima da parole che predicano la pace e che poi inducono alla violenza, non riuscendo ad esprimere una propria volontà e ad agire seguendo la propria testa.
La massa si scontra contro le macchine, simbolo del potere di Fredersen, il vero antagonista degli operai, in quanto loro capo.
La moltitudine contro il singolo è un elemento che si ritrova in un altro film dello stesso regista,
"M" il mostro di Dusseldorf, in cui il popolo si accanisce nei confronti del maniaco, considerato il "diverso" e per questo perseguitato. In "M" il mostro di Dusseldorf emerge l'odio verso il diverso, in Metropolis l'ostilità nei confronti del potente; un'ostilità che tuttavia si risolve grazie all'aiuto di un mediatore.
Anche in
"M" ritroviamo le caratteristiche proprie della massa: la medesima violenza e rapidità nell'agire e nel muoversi, la facilità nel farsi influenzare, nel seguire irrazionalmente i pareri di chiunque senza discernere e ragionare. Il carattere fondamentale della massa è l'incapacità di ragionare autonomamente: la moltitudine non ha intelligenza né volontà propria, ma segue ciò che dice il singolo, senza valutare quello che è giusto e quello che non lo è.
(M.Sgreccia, M.Campana, A.Lombardi, L.Carotti)

La figura dello scienziato

In Metropolis, lo scienziato Rotwang, distrutto dalla perdita della moglie Hel, sfida le leggi della natura creando un robot a cui dare le sembianze della donna amata. La figura di Rotwang si caratterizza subito per la sua ambiguità: inventore-scenziato ma anche alchimista-mago che sembra venire da un tempo imprecisato del passato. Al passato fa riferimento anche la casa in cui R. abita il cui aspetto almeno all'esterno allude all'occulto e al mistero più che al futuro e alla scienza. All'interno si rivelano invece gli aspetti più legati all'attività di studioso-scenziato : la biblioteca, lo studio, il laboratorio; ma anche qui non mancano elementi simbolici portatori di ambigue valenze : la scala a chiocciola, le tende atte a svelare e a nascondere nello stesso tempo;e se la scala mette in comunicazione lo studio di R. in basso con le catacombe della città e in alto con la città moderna dei grattacieli, nel laboratorio avviene la trasformazione dell'automa in robot "L'essere macchina Maria": "Il lavoro più impegnativo di R. è quindi proprio un'esperienza di trasmutazione della materia, di metamorfosi organica in cui le più tradizionali aspirazioni degli alchimisti si fondono con le ricerche più avanzate della scienza o più esattamente , della fantascienza. " (Paolo Berretto, Fritz Lang Metropolis, ed.lindau cinema)
R. si avvicina quindi a Frankstein in letteratura e al mito del rabbino-mago praghese Rabbi low, il creatore del Golem. E qui si innesta il problema morale della sfida di scienza e tecnologia ai limiti imposti all'uomo non solo da un punto di vista tradizionale cristiano, ma anche da uno più umanistico e laico che vede nel futuro un preoccupante predominio delle macchine in una logica tecnologica distruttiva. In
Metropolis la scienza viene quindi vista come sfida dell' intelligenza umana nei confronti di Dio (il grattacielo principale si chiama Torre di Babele), tema molto caro alla letteratura e al cinema, per cui la scienza diventa perno di una società laica dimentica dei valori. Essa è destinata a crollare proprio perché basata esclusivamente su fondamenta fatte di circuiti ed energia elettrica. La scienza è per natura avvicinabile al peccato di perché porta lo scienziato a misurarsi con Dio, gli dà un potere che lo eleva più in alto rispetto agli altri uomini, immenso ma che non può dominare, lo stesso potere di cui si sentiva padrone Frankenstein al momento di dar vita alla sua creatura. Questi "uomini superiori" tuttavia sono dannati e colpevoli, perché non rispettosi dei loro ruoli decisi dal destino e da Dio; e come tale anche R., che diventa "capro espiatorio di una società ipertecnologica ; infatti morto R. e distrutti grattacieli e tecnologie si ritorna ad una serenità e ad una pace antiche con cui si chiude il film, e che non si erano mai respirate prima durante la visione. Raggiunto l'apice e conosciuto lo scibile al punto da infondere vita in latta e metallo si ritorna indietro in un eterno ciclo di distruzione e rinascita.
(F.Bucci, F.Ciarmatori, M.Bakkum)

Liceo Classico V.Emanuele II Jesi (AN) a.s.2007/2008

Stampa questa pagina

Home Page | CHI SIAMO | CONTATTI | COMUNICAZIONI | NEWS | BLOG | ELEMENTI DEL LINGUAGGIO | FORME DEL DISCORSO | ANALISI DEL FILM | CINEDIDATTICA | LINKS | FILM SITI RIVISTE LIBRI | ARCHIVIO | E-LEARNING | Mappa del sito


Menu di sezione:

"Aggiornato il 07 ott 2013"

Torna ai contenuti | Torna al menu