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DIDATTICA

Paolo Chiozzi (a cura di), Didattica della visualità, Bonanno Editore, Roma, 2009, Collana: Popoli Culture Società; pagg. 280, ISBN-13: 978-88-7796-579-0

Il libro contiene alcuni contributi di studenti ed ex-studenti e che è stato pubblicato in occasione della 29th NAFA CONFERENCE - Capodistria 7-11.09.2009, sul tema: "TEACHING VISUAL ANTHROPOLOGY IN EUROPE AND BEYOND".

All'interno: A. Gregorini, Didattica della visualità. Immagini di scuola, con specifico riferimento alla sperimentazione in atto presso la ReteCinema delle Marche"

Nel 1989 uscì il volume Teaching Visual Anthropology che raccoglieva i testi degli interventi presentati durantye il “4th Workshop on Visual Anthropology” (Firenze, dicembre 1987). Vent'anni dopo il curatore torna a proporre nuove esperienze didattiche in occasione della “N.A.F.A (Nordic Anthropological Film Association) Conference” organizzata presso l'Università Primorska di Koper (Slovenia) nel settembre 2009 sul tema: Teaching Visual Anthropology in Europe and Beyond. In un certo senso il titolo allude ad un superamento della tradizionale definizione di “antropologia visuale”, spostando radicalmente l'attenzione sulla dimensione visuale come “parte costitutiva della cultura antropologicamente intesa”. Ma soprattutto il visuale “è parte integrante del tempo presente, costitutivo del suo farsi e del suo divenire”, e proprio da tale considerazione deriva l'evidente urgenza di promuovere una effettiva educazione alla visualità. La struttura del volume si articola in diverse sezioni che, insieme, vogliono essere esempio di quel particolare approccio all'educazione che si fonda – come auspicava Socrate – sull'amore dell'educatore per ciò che insegna e per coloro a cui insegna. Ne emerge una sorta di dialogo franco e aperto fra coloro che sono coinvolti nell'insegnamento e fra essi ed i discenti. Un dialogo in cui hanno voce, a pari titolo, gli uni e gli altri.
(nota dell'editore)

Silvia Faggi Grigioni, Spettaori bambini - didattica del linguaggio cinematografico e audiovisivo nella scuola, Quaderni del Consiglio Regionale delle Marche, Ancona, 2009

Rispetto alle esperienze di qualità che avvengono nelle scuole italiane, per una sorta di dannata insipienza si corre spesso il rischio della dispersione e della dimenticanza: le tracce ci sono, ma si perdono in mille rivoli, mai del tutto noti, mai del tutto raggiungibili, si sbriciolano, evaporano, perdendo quella consistenza che le rendono vitali e disponibili per altre e nuove costruzioni.
Ma a volte capita, per una sorta di virtuosa tenacia, che la documentazione riesca a concentrarsi ordinatamente su carta e prendere un sorprendente spessore, in grado di assumersi meritoriamente altrettanta attribuzione di valore. Non si tratta infatti soltanto di certosina ricostruzione, ma la sistemazione dei documenti prodotti - la loro successione, il loro intrecciamento, il loro apprezzamento - genera qualità aggiunta in termini di sguardi interpretativi, di sfumature metacognitive e di capacità intercettativi di altri slanci. È il caso di questa fortunata pubblicazione, che viene alla luce nel bel mezzo di un percorso in cui dall’audacia pionieristica del Piano Nazionale per la promozione della didattica del linguaggio cinematografico
e audiovisivo nella scuola si passa alla disseminazione della analoga rete regionale allargata, che non colonizzerà di certo nuovi territori, ma saprà conoscere e far riconoscere nuovi volti e nuove immaginazioni: tutti i soggetti coinvolti - bambini, insegnanti, esperti, rappresentanti delle istituzioni, in particolare la Presidenza del Consiglio Regionale delle Marche - dispongono della precisa consapevolezza di aver realizzato un dono azzeccato, un omaggio all’altezza delle aspettative.
Accanto alla fortuna racchiusa nella sapienza della documentazione, c’è l’altra fortuna rappresentata dall’oggetto dell’esplorazione, l’aspetto poco noto ma dotato di urgente attualità della mediazione didattica per la conquista matura dei linguaggi, nella fattispecie del linguaggio cinematografico. Un linguaggio che contiene la libertà e il rigore, che interpreta i soggetti e il mondo, che dialoga senza pudore con gli spettatori, che cancella tutti i non luoghi dell’esistenza, che sempre si rinnova come potente comunicazione, perché parola, suo12 no, immagine e movimento si coalizzano e da questa alleanza nasce un privilegio che trafigge la fisicità della percezione, ne oltrepassa i confini e sedimenta piacere estetico, misto di patimento e passione: e si capisce subito che l’intera elaborazione si colloca fuori e distante da una forma riduttiva e servizievole del fare cinema, adottando invece la pienezza e l’autonomia della cultura visuale, della sua insegnabilità e del suo gratificante valore formativo.
Lo scrivente - dirigente scolastico dell’istituto comprensivo di Pergola dove l’esperienza è vissuta e continua a vivere - manifesta la sua orgogliosa contentezza e ringrazia il mondo per questa opportunità, ben sapendo che ora i bambini coinvolti sono sicuramente più muniti o meno sguarniti sul fronte della conquista di una cittadinanza creativa, obiettivo istituzionale della scuola pubblica e preziosa risorsa civile a vantaggio dei singoli, delle comunità di vita, della società intera.
(dalla Presentazione di Angelo Verdini)

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DOCUMENTALITA'

Copertina del libro

Maurizio Ferraris, Documentalità - Perché è necessario lasciar tracce, Editori Laterza, Bari, 2009, pagg. 430, ISBN-9788842091066

Tutto è per sempre. Oggi tutto è scritto, tutto si può ritrovare. L’esplosione della scrittura svela l’essenza del legame sociale, la documentalità. Perché è necessario lasciar tracce: altrimenti non ci sarà niente nessuno in nessun luogo mai.

Questo libro parla di oggetti come i soldi e le opere d'arte, i matrimoni, i divorzi e gli affidi congiunti, gli anni di galera e i mutui, il costo del petrolio e i codici fiscali, il Tribunale di Norimberga e le crisi finanziarie. Sono gli oggetti sociali, cioè le iscrizioni che affollano il nostro mondo decidendo se saremo felici o infelici. Queste scartoffie le detestiamo eppure facciamo la fila per averle, e si accumulano nelle nostre tasche, nei portafogli, nei cassetti, nei telefonini, nei computer e negli archivi di ogni sorta che ci circondano, nel mondo reale e in quello virtuale. Ecco il motivo per cui questa teoria del mondo sociale si intitola Documentalità: la società della comunicazione è in realtà una società della registrazione e della iscrizione. Lo è sempre stata, ma lo è a maggior ragione oggi, con l'esplosione della scrittura e degli strumenti di registrazione, che svela come meglio non si potrebbe l'essenza del mondo sociale. Un mondo in cui persino i media, quelli che dovrebbero darti la vita in diretta, sono i massimi produttori di spettralità. Un mondo in cui la profezia di Warhol secondo cui un giorno ognuno di noi avrà i suoi quindici minuti di notorietà significa anzitutto: ognuno di noi sarà uno spettro per almeno quindici minuti, su YouTube o da qualche altra parte.

Indice:
Matrimoni e anni di galera - Istruzioni per l'uso - 1.
Catalogo del mondo 1.1. Esemplari - 1.2. Soggetti - 1.3. Oggetti - 2. Ontologia ed epistemologia 2.0. Dagli atomi alle multe - 2.1. Fallacia trascendentale - 2.2. Differenze ontologiche - 2.3. Teoria dell'esperienza - 3. Oggetti sociali 3.0. Testualismo e oggetti sociali - 3.1. Epistemologia sociale - 3.2. Realismo e testualismo - 3.3. Oggetti, atti, iscrizioni - 4. Icnologia - 4.0. Sulle tracce dello spirito - 4.1. Registrazione e imitazione - 4.2. Scrittura, archiscrittura, pensiero - 4.3. Genesi e struttura delle iscrizioni - 5. Documentalità - 5.0. Scienze della lettera - 5.1. Documenti - 5.2. Opere - 5.3. Fenomenologia della lettera - 6. Idiomi - 6.0. Lasciar tracce - 6.1. Che cosa significa una firma? - 6.2. Le style c'est l'homme - 6.3. Epilogo: undici tesi - Note - Nota al testo - Indice dei nomi

Recensioni e interviste dal sito della casa editrice:
www.laterza.it/schedalibro.asp?isbn=9788842091066

PERCORSI

Percorsi per la scuola

(collana pubblicata a cura del Centro Audiovisivi della Provincia Autonoma di Trento)

Si tratta di pubblicazioni ad uso didattico che propongono, attraverso l'analisi dei film, tematiche e generi diversi..
I volumi possono liberamente essere riprodotti in parte o totalmente con citazione della fonte.



  • Primo tempo - Il cinema racconta la vita: preadolescenza e adolescenza

a cura di Germana Bertamini, Laura Grimoldi, Cecilia Salizzoni (1997)
Un percorso per la scuola media e altri per la scuola superiore sui riti di passaggio all’adolescenza e sulla “maladolescenza”: quello sulla preadolescenza (“piccolo-grande”) prende in esame tre film di Lasse Hallström, Jafar Panahi e Penny Marshall; i due capitoli sui “riti di passaggio” parla di cinque film della seconda metà degli anni ’80, da
Stand by me – Ricordo di un’estate dell’86 a Che ora è dell’89; l’ultimo capitolo sul “disagio e la microcriminalità giovanile” esamina due film di Claude Miller e di Barry Levinson.

  • Alle origini del razzismo - Il cinema racconta le culture, l'incontro e lo scontro tra le diversità

di Germana Bertamini e Cecilia Salizzoni (1997)
Due percorsi, uno per la scuola superiore, l’altro per la media: il primo “Tracce e sentieri per convivere” fa una breve sintesi delle produzioni cinematografiche extraeuropee (africane, asiatiche, nord e sud-americane) e un percorso più indirizzato sul tema “dell’identità e del confronto tra culture diverse”; il secondo “Oltre la siepe” esamina tre film (per la scuola media) di Robert Mulligan, Idrissa Ouedraogo e Peter Weir.

  • La storia al cinema: il Cinquecento

di Germana Bertamini (1998)
Excursus storico sul secolo considerato, attraverso alcune tematiche ritenute più caratterizzanti, con l’analisi di alcuni film chiave da
Un uomo per tutte le stagioni di Fred Zinnemann a La regina Margot di Patrice Chereau, da Maria di Scozia di John Ford a Il tormento e l’estasi di Carol Reed, a due film italiani di Luis Trenker e Alessandro Blasetti, per finire con Aguirre furore di Dio di Herzog; in più alcune schede più specifiche su approfondimenti, percorsi didattici e filmografie di alcuni momenti e temi interessanti del tempo (ed eventuali analogie con il presente).

  • La storia al cinema: il Seicento

di Laura Grimoldi (1998)
Breve excursus sul secolo Diciassettesimo attraverso alcune tematiche chiavi, analizzate con la visione e l’inquadramento storico di quattro film:
Galileo di Liliana Cavani, La presa del potere da parte di Luigi XIV di Roberto Rossellini, Manto nero di Bruce Beresford e Il viaggio di Capitan Fracassa di Ettore Scola; tutto inframmezzato da brevi schede di letture, approfondimenti e filmografie su alcuni argomenti più specifici riguardanti la più vasta cultura del tempo.

  • La storia al cinema: il Medioevo

di Cecilia Salizzoni (1999)
Un excursus storico sul periodo analizzato attraverso l’analisi di quattro film “chiave”:
Magnificat di Pupi Avati, Il settimo sigillo di Ingmar Bergman, Enrico V di Kenneth Branagh e Giovanna D’Arco di Jacques Rivette; il tutto inframmezzato da brevi schede di approfondimenti, letture, percorsi didattici (dalla letteratura alla musica, dall’arte alla filosofia e alla scienza) e filmografie più specifici su temi e argomenti della cultura del tempo.

  • I colori del cinema: il giallo

di Germana Bertamini e Laura Grimoldi (1999)
Breve percorso su di un “genere” cinematografico (da vedere con un affiancamento a quello letterario suo più affine) e sulla sua evoluzione, vista attraverso quattro film, da
Dieci piccoli indiani di René Clair a L’uomo che sapeva troppo di Alfred Hitchcock, da Il cliente di Joel Schumacher a Frantic di Roman Polanski; con approfondimenti e filmografie sui registi e sugli autori da cui sono tratti i film; e un capitolo conclusivo “per saperne di più” a cura di Laura Grimoldi e Cecilia Salizzoni.

  • Cinema e vecchiaia

di Guglielmo Giumelli (2001)
La vecchiaia e la condizione degli anziani attraverso la lettura di alcuni film d'autore tra i più significativi:
Viale del tramonto di BIlly Wilder, A spasso con Daisy di Bruce Beresford, Il posto delle fragole di Ingmar Bergman. La vecchiaia come risorsa sociale con i film: Sul lago dorato, Nestore l'ultima corsa, Harry e Tonto.

  • La storia al cinema: l'Ottocento - individuo e società nel Romanzo

di Germana Bertamini (2001)
Percorso cinematografico nei film tratti da opere letterarie europee dell’Ottocento, diviso in due parti: la prima – del romanzo storico – parte da
Guerra e pace, con i film di King Vidor e Bondarcjuk, per arrivare alla “trilogia” di Mario Soldati (Piccolo mondo antico e gli altri) e a I miserabili di Lelouch; la seconda (“la figura femminile in primo piano”) sulla scrittura di Jane Austen, con i film di Robert Leonard, Ang Lee, Roger Mitchell, e Ritratto di signora della Jane Campion; tutto con gli approfondimenti e filmografie sui registi trattati (e di alcuni altri artisti e musicisti che hanno lavorato su testi letterari).

  • La storia al cinema: fantastico Ottocento. Burattini, vampiri e altre creature

di Laura Grimoldi (2002)
Secondo percorso sull’Ottocento e sui film tratti da testi letterari, pensato per la scuola media, con tre personaggi-chiave, Pinocchio, Dracula e Frankenstein e la visione ed analisi dei rispettivi autori, Luigi Comencini e Collodi, Francis Ford Coppola e Bram Stoker, Kenneth Branagh e Mary Shelley; con gli approfondimenti e letture su alcuni argomenti importanti attinenti ai testi letterari e cinematografici.

  • I colori del cinema: il noir

di Germana Bertamini (2002)
Secondo percorso su di un “genere” cinematografico e breve storia sulla sua evoluzione dalla parte prima (“il noir classico”), con sintesi di alcuni film da
Il mistero del falco a Giungla d’asfalto; alla seconda (“dopo l’epoca d’oro”) con l’analisi di alcuni film chiave del post-noir anni ’60 e ’70 (Tirate sul pianista di F. Truffaut) al neo-noir anni ’80 e ’90 di Brivido caldo di L. Kasdan e Pulp Fiction di Q. Tarantino.

  • Musica al cinema: l'opera

di Cosimo Colazzo (2002)
Ulteriore percorso su un'altra tematica, quella dei film tratti da opere liriche e biografie di musicisti sinfonici: si analizzano quattro film-chiave sull’evoluzione storica da
Farinelli voce regina sui cantanti castrati al Don Giovanni di Joseph Losey, da Puccini di Gallone al film in 10 episodi Aria, su varie arie musicali; con i consueti approfondimenti sugli argomenti e le tematiche trattate, dall’opera barocca a Mozart, dall’opera lirica italiana ad alcune indicazioni sul lessico e sulle forme dell’opera.

  • L'emigrante. Identità e alterità nello specchio del cinema

di Germana Bertamini (2003)
Excursus sul tema della realtà dell’emigrazione, non solo italiana, visto nei vari decenni del Novecento e nei suoi cambiamenti: si analizzano alcuni film-chiave da
L’emigrante chapliniano a Pane e cioccolata di Brusati, attraverso dei film di Jan Troell, Luis Trenker, John Ford, John Turturro, R. De Niro, P. e V. Taviani e Luigi Zampa; con alcune letture, approfondimenti e filmografie sull’argomento (anche di alcuni altri film importanti e di un genere come la “commedia all’italiana”).

  • La storia al cinema: il Settecento. Arte cultura e società

di Cecilia Salizzoni (2004)
Un percorso per le scuole superiori sul Settecento, diviso in due parti. La prima propone tre ritratti cinematografici:
Amadeus di Milos Forman per Mozart, L'insolente Beaumarchais di Edouard Molinaro per Baumarchais e La nobildonna e il Duca di Eric Rohmer con una protagonista femminile partecipe agli eventi accaduti dopo la Rivoluzione francesce. La seconda parte fa riferimento indiretto al Settecento mettendo a fuoco in prospettiva il personaggio di Robinson Crusoe, attraverso la lettura di Cast Away di Robert Zemeckis.
Approfondimenti sulla musica, sugli eventi politici e sociali dell'epoca e indicazioni filmografiche sul tema del Settecento nel cinema.

  • Primo tempo. Adolescenza e cinema: identità mediate

di Laura Grimoldi, Germana Bertamini, Cecilia Salizzoni (2004)
Il percorso, proposto ad un pubblico giovanile, tiene conto dell'importanza dei mezzi di comunicazione di massa nella formazione dell'identità individuale e collettiva degli adolescenti. Il concetto di identità mediata è alla base del lavoro di ricerca diviso in due parti: la prima si sofferma sulle problematiche dell'auto-definizione del sè (
About a Boy, Jack Frusciante è uscito dal gruppo, Basta guardare il cielo, Il favoloso mondo di Amelie). La seconda riguarda il rapporto tra adolescenti e mass-media (Assolutamente famosi, The Truman Show). Filmografia sull'adolescenza nel cinema.

  • Musica al cinema: l'opera rock

di Cosimo Colazzo (2004)
Secondo percorso sul rapporto tra musica e cinema pensato per le scuole superiori e per un pubblico adulto. Attraverso l'individuazione delle varie tipologie (documentari, biografie, concerti, musical, film-opera, etc.) si analizza la relazione musica-cinema e come la reciproca influenza abbia contato a livello di articolazione formale e opzioni stilistiche. Lettura di quattro film cult:
Jesus Christ Superstar di Norman Jewison, Hair di Milos Forman, Rocky Horror Picture Show di Jim Sharman e Tommy di Ken Russel. Approfondimenti su generi, registi, cultura beat, filmografie e discografie.

  • Germania anno '04. La lunga strada per rinominare la Heimat

di Germana Bertamini (2005).
Divisa in quattro capitoli con una corposa filmografia, la pubblicazione si concentra sulla storia del XX secolo in Germania, attraverso l’analisi di opere significative del cinema di quel Paese.
Una parte rilevante è dedicata alla lettura della monumentale opera di Edgar Reitz
Heimat 2 (Serie 2 del 1992) racconto-epopea della famiglia Simon continuazione della precedente Heimat 1 del 1984 dello stesso regista.
La seconda parte presenta alcuni film di autori diversi da Margarethe von Trotta a Michael Verhoeven del Nuovo Cinema Tedesco, al più giovane Wolfgang Becker che sviluppano alcune delle tematiche già incontrate in
Heimat 2 e molto sentite nel travagliato lungo dopoguerra tedesco tra cui: il passato che non passa, il tema degli ebrei e dei “matrimoni misti” al tempo del nazismo, gli anni di piombo e il terrorismo degli anni ’70.
Considerata la complessità dei temi trattati, il percorso è consigliato per il triennio delle scuole superiori e per un pubblico adulto.

  • Caro diario. Il diario e la lettera al cinema

di Laura Grimoldi e Cecilia Salizzoni (2005)
Il lavoro propone l’analisi di alcuni film che sono trasposizioni cinematografiche di diari.
Il percorso lavora sull’idea e sulla funzione del diario passando per la fiaba (
La città incantata straordinario film d’animazione giapponese di Miyazaki Hayao) e il romanzo di formazione (Scoprendo Forrester, Il diario di Bridget Jones, I diari della motocicletta, Caro diario, Essere e avere, Le relazioni pericolose, Possession-Una storia romantica, C’è post@ per te, 84 Charing Cross Road) ). I temi dell’identità personale e della necessità di conoscere sé stessi per poter realizzare al meglio la propria personalità, sono al centro della proposta didattica che può essere utilizzata nella scuola media benché il modello di analisi sviluppato lo renda più adatto alle superiori.
Il libretto è suddiviso nei seguenti capitoli:
- Ricordi il tuo nome? Percorso sul tema dell’identità e della scrittura
- Tracce d’inchiostro. Dal blog al taccuino di viaggio
- Tra fiction e non-fiction. Diari cinematografici
- La lettera sul grande schermo. Dal romanzo al cinema epistolare

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Quaderni “a parte” all’interno della collana risultano essere:

  • Lo sguardo pittorico del cinema: un'introduzione al rapporto tra il cinema e la pittura

di Stefano Zanella (2003)
Un nuovo itinerario che considera i caratteri principali ed essenziali delle relazioni tra il cinema e le altre arti: in una prima parte, si svolge una breve storia delle affinità, delle discontinuità e dei travasamenti dell’arte pittorica (“storia e problemi”); nella seconda, si analizzano i principali film rintracciati secondo alcune modalità di “tipologia” nei confronti del rapporto con la pittura, da
Il gabinetto del dottor Caligari di Robert Wiene a Una domenica in campagna di B. Tavernier, attraverso alcuni film importanti di L. Visconti, S. Kubrick, P. P. Pasolini, F. W. Murnau e A. Hitchcock.

  • La solitudine del sacerdote nel cinema

di Ermanno Alpini (2003)
Un quaderno su un argomento specifico, realizzando un rapporto di collaborazione con il Festival internazionale “Religion Today”, uno dei rari momenti di indagine, a livello nazionale e internazionale, del rapporto tra religione e cinema: in questo quaderno si analizzano quattro film sulla tematica, da
Diario di un curato di campagna di Robert Bresson a Luci d’inverno di Ingmar Bergman, da La notte di San Lorenzo dei fratelli Taviani a La messa è finita di Nanni Moretti; con in appendice una filmografia e una breve biografia dei registi analizzati.

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"Aggiornato il 07 ott 2013"

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