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QUANDO MUORE FELLINI...
di Roberto Benigni

Quando muore Fellini il grido è forte
spacca la testa che improvvisa piange
lacrime dal Marecchia fino al Gange
alluvionano il mondo alla sua morte.
Quel giorno dimmi chi non lacrimava
nemmeno la persona più frigida.
Pianse Rondi con Akira Kurosawa
pianse la Loren con la Lollobrigida
pianse Anita e Marcello pianse il Sole
pianse Mollica lacrime a bizzeffe
piansero anche i vermi
e tutte le parole quel giorno cominciavano per F.
Quando muore il maestro di Amarcord
anche i poeti abbassano la testa
era più bello di Harrison Ford
era più sexy lui di Mae West
era leggero come Cavalcanti
saggio come i filosofi tedeschi
umano come sanno esserlo solo i santi
profondo come Fiodor Dostoevskij
elegante narciso mai avaro
lui era insieme Topolino e Pippo
lugubre come Antonio Fogazzaro
buffo come Peppino De Filippo.
Quando dava l'azione come un rombo
il set s'illuminava d'alabastro.
Era come Cristoforo Colombo
un condottiero come Fidel Castro.
Lo studiavano le psicanaliste
ma a lui nessuno mai tolse le brache.
Fellini aveva più forza di maciste
e più immaginazione di Mandrake.
Dolce come Verlaine e come Beatrice
e maledetto come James Dean.
Casto della purezza di Euridice
e intelligente come Rin Tin Tin.
M'han detto che era morto e c'ebbi uno shock
come se fosser morte le albicocche.
Fellini, m'hai avviluppato con le tue passioni
e per saluto estremo ti dirò
citando un bel refrain di Little Tony
che t'amo, t'amo, t'amo e t'amerò.

(Versi letti a Roma dall'attore nel primo anniversario della morte di Fellini)

Il cinema muto ha vinto. La maggior parte dei film non ha più niente da dire.
(Ulli Hart)

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"Aggiornato il 07 ott 2013"

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