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CINEDIDATTICA > Proposte
Il mostro di Dusseldorf
di Elena Mazzanti
(Laboratorio effettuato presso il Liceo Classico Perticari (Senigallia - AN)
Nella prima parte del laboratorio sono stati ricordati ed illustrati agli alunni alcuni aspetti relativi all’introduzione del sonoro nel cinema, dalla posizione dei teorici russi sull’ asincronismo a quella di Chaplin e di Hitchcock (la classe in precedenza aveva visto anche Psycho).
Sono stati poi forniti alcuni elementi di contestualizzazione del film nella Germania degli anni’30 ed in rapporto alla precedente filmografia di Lang.
È stato chiesto poi agli alunni di citare i passaggi del film dove gli elementi sonori assumono una funzione fondamentale: hanno ovviamente citato il motivetto fischiettato dall’assassino ma anche il rumore del coltello spezzato che ne fa scoprire la presenza nella soffitta.
Successivamente si è verificato, in particolare attraverso la sequenza iniziale del film, l’uso semanticamente denso che fa del sonoro Lang, in particolare nella costruzione della dialettica campo/fuoricampo.
Sono state poi analizzate diverse sequenze del film, sempre a proposito del rapporto suono/immagine e cioè:
Riprendendo quanto detto a proposito della costruzione della suspense, si è poi passati all’analisi della sequenza della festa in Notorius di Hitchcock, verificando con i ragazzi la sostanziale “superfluità” dei dialoghi (peraltro scarsi) rispetto alla costruzione visiva della scena stessa. Si è inoltre sottolineata la funzione fondamentale del montaggio alternato ai fini del crescendo della tensione.
Si è poi passati ad analizzare la sequenza della perquisizione in casa del presunto assassino in La finestra sul cortile, soffermandosi sul carattere metacinematografico di questa opera di Hitchcock. Lo spettatore divide la stessa condizione di impotenza del protagonista di fronte alla situazione che crea suspense.
Per finire si è poi passati alla proiezione di una sequenza di Le verità nascoste (v. foto a lato) di Zemeckis, quella che più direttamente cita La finestra sul cortile. Agli alunni è stata proposta inizialmente solo in forma sonora (in poche parole spegnendo il proiettore), innanzitutto perchè si rendessero conto della densità dell’aspetto sonoro del film in funzione narrativa ed emotiva. E’ poi stato chiesto loro di formulare diverse ipotesi su ciò che avevano ascoltato e successivamente queste sono state verificate rivedendo la sequenza completa.
L’ultima parte del laboratorio è stata dedicata ad eventuali chiarimenti o sottolineature richieste dai ragazzi ed alle loro osservazioni rispetto ad altri testi appartenenti alla stessa area di genere.