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Fucile Fotografico

ELEMENTI DEL LINGUAGGIO > Pre-cinema

Il Fucile fotografico

di Vincenza Meloni e Vincenzo Pasquali

La storia
Nel 1882 il fisiologo francese Etienne Jules Marey, da sempre interessato allo studio della locomozione umana e animale, costruisce un apparecchio derivato dal revolver fotografico di Janssen: il fucile fotografico. A Napoli "gira" le sue prime scene, sul volo dei gabbiani, alla velocità di 12 fotogrammi al secondo. "Uno degli assistenti di Marey racconterà più tardi che lo scienziato francese era soprannominato dagli abitanti del luogo "il matto di Posillipo" perché l'avevano visto spesso mirare lungamente degli uccelli con il suo curioso fucile senza che mai si sentisse un colpo né si vedesse cadere un uccello, per poi posare "l'arma" visibilmente soddisfatto" (Tosi, 1986, p.20).

Funzionamento
La descrizione del fucile fotografico viene pubblicata sulla rivista La Nature il 22 aprile 1882: "Sono riuscito a costruire, con le dimensioni di un fucile da caccia, un apparecchio che fotografa 12 volte al secondo l'oggetto mirato; ogni immagine richiede, come tempo di posa, soltanto 1/720 di secondo. La canna di questo fucile è un tubo che contiene un obiettivo fotografico (...) Quando si tira il grilletto del fucile, il meccanismo si mette in moto (...)" (Marey, in Tosi, 1984, p.218). La durata delle azioni riprese con tale apparecchio è ancora molto breve: il meccanismo a scatti intervallati è stato migliorato ma contro il limite fisico della lastra circolare non si può far nulla. Bisogna trovare un supporto diverso per la registrazione delle immagini.

L'evoluzione: il cronofotografo a pellicola
La soluzione arriva con l'invenzione della pellicola sensibile su striscia di carta messa in commercio dalla Eastman nel 1887 subito utilizzata da Marey nel suo nuovo apparecchio: il cronofotografo a pellicola. I rulli di carta sensibile vengono usati dal fisiologo francese, al posto delle lastre fisse, dopo circa 18 mesi di ricerche: questo è il periodo di tempo impiegato per risolvere il problema dell'arresto meccanico (tante volte al secondo) della carta sensibile.Il 29 ottobre 1888 Marey dichiara all'Accademia delle Scienze: "Ho l'onore di presentare oggi una striscia di carta sensibile sulla quale è stata ottenuta una serie di immagini in ragione di 20 al secondo" (Sadoul, 1965, p.67). Con questo sistema Marey realizza a Napoli L'onda. Il problema della durata è così superato. Il cronofotografo a pellicola di Marey ha, secondo lo storico Sadoul, tutte le caratteristiche delle moderne macchine da presa: un otturatore a forma di disco, una pellicola trascinata a scatti che si fermava molte volte in un secondo per permettere l'impressione dei singoli fotogrammi. Il problema più grosso del cronofotografo a pellicola è dovuto al trascinamento irregolare della pellicola.

Fonti:
carid.unife.it/caridtv/content/corsi/cinema/cap1/link/pagine_precin/fucile fotografico.html#

www.cielosur.com/notas_anteriores/alejandro.php
www.cybercultura.it/pubvin/1993_antropologia_visiva.htm

Posizione di tiro con il Fucile fotografico di Marey

Movimento meccanico del Fucile fotografico

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Effetto ottico del Fucile fotografico

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"Aggiornato il 07 ott 2013"

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